Works for Guitar Duo

Dusan Bogdanovic
1. Sonata Fantasia



Joaquin Rodrigo Tonadilla
2. Allegro ma non troppo

3. Minuetto pomposo
4. Allegro vivace

Mario Castelnuovo-Tedesco
Fuga Elegiaca
5. Preludio
6. Fuga
Jean Absil
Suite pur deux guitares
7. Allegretto scherzando
Giuseppe Rosetta
Sonata
10. Allegro
11. Secondo tempo: Adagio
12. Intermezzo: ritmo di danza
13. Tema con variazioni: mosso
Pierre Petit
Tarantelle

Fin dal primo ottocento il duo di chitarre ha ben rappresentato il microcosmo espressivo delle corde pizzicate. Al suo interno, nonostante le ridotte dimensioni sonore e di registro, esistono tutti quegli elementi che caratterizzano la scrittura orchestrale: ricchezza timbrica, capacità polifonica ed armonica. I più grandi chitarristi-compositori del XIX secolo ben compresero queste possibilità; Fernando Sor, Mauro Giuliani, Ferdinando Carulli e molti altri si appassionarono alla scrittura per due chitarre, trovando in essa un efficace mezzo di rivalsa per il loro strumento, allora appena nato e circondato dallo scetticismo degli altri musicisti. Dopo l’oblio che la chitarra visse a partire dal romanticismo, bisognerà giungere alla seconda metà del ’900 per vedere rinascere la formazione del duo. In un clima di grande interesse per la ricerca timbrica e di sostanziale rigetto delle potenti masse sonore tardo romantiche, la chitarra diventa fertile terreno di sperimentazioni da parte dei compositori, assumendo un ruolo di assoluto rilievo. La presenza sulla scena musicale di importanti duo chitarristici darà luogo ad un nuovo repertorio finalmente caratterizzato da un forte idioma nella scrittura.

Dusan Bogdanovic, l’unico chitarrista-compositore presente nel CD, palesa nella Sonata Fantasia del 1991 la sua attitudine all’assimilazione di stili diversi, che confluiscono in un brano di chiarissima struttura formale donandogli una inesausta vitalità. Probabilmente stimolato dai dedicatari Sergio e Odair Assad, Bogdanovic sembra compiacersi di una scrittura virtuosistica, con trovate timbriche e ritmiche di grande suggestione. Il brano, senza soluzione di continuità, presenta una prima sezione Allegro ritmico in cui sono ravvisabili gli elementi tipici della forma sonata, seguita da un Adagio,rubato dal carattere più meditativo, per terminare quindi con un Allegro molto di selvaggia forza ritmica.

La Tonadilla composta nel 1960 da Joaquin Rodrigo si presenta come un brano fortemente evocativo, ricco di sollecitazioni esteriori che conducono alla rappresentazione di elementi etnici spagnoli vagamente stereotipi. Tale iconografia sembra essere coscientemente vissuta da Rodrigo, cosicché il brano acquista credibilità. L’Allegro ma non troppo iniziale si sviluppa su un flusso ritmico continuo e semplici incisi melodici appena increspati dall’impiego strategico di dissonanze caro a Rodrigo. Il Minuetto Pomposo che segue è sinceramente ispirato e trova la sua arma migliore proprio nella semplicità dei contenuti. Conclude il brano un Allegro vivace , dove il turbinio delle note danza con leggerezza e concitazione.

La Fuga Elegiaca fu composta da Mario Castelnuovo-Tedesco nel 1967 in ricordo della chitarrista Ida Presti, scomparsa prematuramente poco tempo prima. Elegante esercizio stilistico, come in quasi tutta la produzione del musicista fiorentino, il brano rifugge da momenti di drammaticità, evidenziando semmai una nostalgia tipica dell’autore ed in questo caso quanto mai appropriata. Se nel Preludio (Agitato e tremante) Castelnuovo-Tedesco ha modo di esprimere a tratti la sua ironia ammantata di colti riferimenti, nella Fuga successiva, attraverso una limpida costruzione contrappuntistica, più marcatamente accentua i toni malinconici del brano.

La Suite pour 2 Guitares di Jean Absil si inserisce nella tarda produzione del compositore belga, accostatosi alla chitarra solamente all’età di settanta anni. Il suo linguaggio sembra ossequiare la tradizione, ma ciò nonostante ha una sua vitalità che prende spunto essenzialmente da una contrappunto ritmico di grande efficacia. La Suite alterna tre movimenti di andamento contrastante: l’Andantino, momento centrale più melodico e riflessivo, è preceduto dall’Allegretto scherzando e seguito dal Vivo finale che chiude brillantemente il brano.

Anche Giuseppe Rosetta si avvicina alla chitarra già anziano, probabilmente su sollecitazione di qualche chitarrista, producendo comunque molti brani per questo strumento fra i quali sicuramente emerge la Sonata per due chitarre del 1971. Articolata in quattro movimenti, il brano è aperto da un Allegro in forma sonata perfettamente strutturato, ammirevole per la perizia con cui l’autore fa dialogare i due strumenti. Segue un ispirato Adagio in cui la chitarra si appropria di una levigatezza melodica e armonica con evidenti riferimenti alla musica di Ravel. Il successivo Intermezzo, con uno sfrontato carattere di danza, spezza bruscamente l’atmosfera creata. La Sonata è conclusa da un Tema, una sorta di cantilena di carattere popolare, seguita da sette variazioni e coda sviluppati con grande abilità dal compositore.

Chiude il CD la spiritata Tarentelle del compositore francese Pierre Petit, dedicata al duo Presti-Lagoya. Il brano, improntato ad un divertito virtuosismo strumentale, celebra con gusto i luoghi comuni della danza napoletana. Un inserto centrale, dall’andamento più lento e dal carattere vagamente esotico, rende ancora più gradevole la ripresa finale della tarantella che, tramite un gioco di concertazione sempre più serrato, conclude gioiosamente l’ascolto.

Stefano Palamidessi